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	<title>Anna Starace - Dire, Fare... COMUNICARE &#187; marketin</title>
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		<title>Il Marketing che Tradisce</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2014 18:29:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nonostante l’esperienza sul proprio settore, se si è completamente estranei ai meccanismi della reputazione on line, ci si può trovare in situazioni difficili da gestire. Accade in Virginia, dove un ristoratore ha denunciato Google per aver lasciato che la concorrenza[...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 class="p1" style="text-align: justify;">Nonostante l’esperienza sul proprio settore, se si è completamente estranei ai meccanismi della reputazione on line, ci si può trovare in situazioni difficili da gestire.</h2>
<p><img class="aligncenter wp-image-182" src="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/07/serbiancrown-300x146.jpg" alt="serbiancrown" width="300" height="146" /></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Accade in <strong>Virginia</strong>, dove un ristoratore ha denunciato <strong>Google</strong> per aver lasciato che la concorrenza lo sabotasse attraverso i mezzi on line.<br />
Già nel 2012, <strong>Rene Bertagna</strong>, gestore di Serbian Crown, ha iniziato a percepire un calo dell’affluenza durante il weekend.<br />
Grazie al confronto con alcuni suoi clienti fidati è venuto a conoscenza dell’esistenza di <strong>Google Places</strong>, il servizio integrato Google Maps che consente di individuare attraverso le mapo i locali pubblici.<br />
Solo in questo modo ha scoperto che la pagina della Su<strong>a Attività</strong> informava i cittadini della rete che il suo locale osservava giorni di chiusura proprio durante il weekend.<br />
Dopo l’accaduto, non sono bastati i suoi tentativi di coinvolgere persone del settore, per questo motivo nell’aprile del 2012, Bertagna si è visto costretto a<strong> chiudere</strong> il suo Locale.<br />
Per questo motivo, Bertagna, ora, <strong>denuncia</strong> il sabotaggio ad opera di una concorrenza sleale che ha saputo ben approfittare dei mancati controlli di <strong>Google</strong> sulle informazioni che si mettono a disposizione degli utenti attraverso i loro mezzi.<br />
<span class="s1">Per <strong>Mountain View</strong>, il caso Bertagna è “<strong>senza fondamento</strong>” e lo definisce un caso già chiuso: “</span><strong>Google Places</strong> è un servizio che, oltre a dati attinti da imparziali database, si basa sui contributi di chiunque detenga un <strong>account Google+</strong>, tanto gli avventori quanto i proprietari degli esercizi commerciali, ed è proprio il confronto diretto fra di loro che dovrebbe fare emergere informazioni utili per gli utenti. Secondo <strong>Mountain View</strong> spetta dunque ai gestori delle attività vigilare sulla propria <strong>reputazione in Rete</strong>, e agire per smentire i contributi che <span class="s2">tanto facilmente</span> possono essere postati con obiettivi disonesti.<br />
<strong>Per questo motivo, ai proprietari dei locali pubblici <span class="s2">non resta che mettersi in gioco</span> e adeguarsi alle impietose dinamiche del marketing in Rete.</strong></p>
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		<title>Social Network: attività promozionale e contrasto allo #SPAM</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2014 13:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[flamacom]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Oggi, le Aziende, grandi o piccole che siano, adottano strategie di posizionamento on line che non possono non essere contemplate nei piani marketing da attuare per la propria realtà. I vantaggi dell’attività social media marketing spaziano dalla visibilità all’aumento del[...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1" style="text-align: justify;">Oggi, le <strong>Aziende</strong>, grandi o piccole che siano, adottano <strong>strategie di posizionamento on line</strong> che non possono non essere contemplate nei piani marketing da attuare per la propria realtà.<br />
I vantaggi dell’attività social media marketing spaziano dalla <strong>visibilità all’aumento del traffico sul proprio sito, dalla possibilità di creare engagement ad allacciare nuove relazioni professionali.<br />
</strong>La cosa fondamentale, però, è riuscire a comprendere che ogni <strong>canale social ha un suo funzionamento e un suo obiettivo</strong> di comunicazione, per questo motivo vanno adottate strategie e metodologie mirate.<span id="more-172"></span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Se <strong>Facebook</strong> è maggiormente indicato per la condivisione di aspetti privati e viene utilizzato per restare in contatto con persone e amici lontani, Linkedin è il luogo virtuale preferito a livello mondiale da professionisti per generare nuove opportunità di business.<br />
<strong>Linkedin</strong>, infatti, è una community professionale incentrata sull’area <strong>B2B</strong> dove tutti quelli che seguono un determinato professionisti o una determinata Company Page, lo fanno perché realmente interessati all’area business di riferimento.<br />
In questo specifico caso, si può considerare “<strong>SPAM</strong>” l’invio diretti ai propri contatti di aggiornamenti relativi al proprio settore business?<br />
Su questa specifica materia, l’Autorità ha emanato il documento “Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam”.<br />
Anche il <strong>Garante Privacy</strong>, nelle sue interessanti &#8220;<strong>Linee Guida in materia di attività promozionale e di contrasto allo spam</strong>&#8221; (4 luglio 2013), ha precisato che &#8220;per quanto riguarda i <strong>fan</strong> della pagina di un&#8217;impresa o i <strong>follower</strong> di un determinato marchio, personaggio, prodotto o servizio, l&#8217;invio di comunicazione promozionale riguardante un determinato marchio, prodotto o servizio, effettuato dall&#8217;impresa a cui fa riferimento la relativa pagina, può considerarsi lecita se dal contesto o dalle modalità di <strong>funzionamento</strong> del <strong>social network</strong>, anche sulla base delle informazioni fornite, può evincersi in modo inequivocabile che l&#8217;interessato abbia in tal modo voluto manifestare anche la volontà di fornire il proprio consenso alla ricezione di <strong>messaggi promozionali</strong> da parte di quella determinata impresa. Se invece l&#8217;interessato si cancella dal gruppo, oppure smette di &#8220;<strong>seguire</strong>&#8221; quel marchio o quel personaggio, o comunque si oppone ad eventuali ulteriori comunicazioni promozionali, il successivo invio di messaggi promozionali sarà illecito, con le relative conseguenze sanzionatorie&#8221;.</p>
<p class="p2" style="text-align: justify;">Del resto, nell&#8217;ambito della fattispecie analizzata, la funzione di <strong>Linkedin</strong> è inequivocabile: si tratta di un &#8220;<strong>business-oriented social networking service</strong>&#8221; e, pertanto, se un utente su LinkedIn è entrato nella rete professionale di qualcuno è per fare del business con lui o per ricevere e inviare notizie sulle reciproche attività professionali o commerciali. La funzione di tale social network è questa ed è indiscutibile.<br />
Questo principio si scontra con la natura degli altri <strong>canali social</strong>, dove la <strong>mission</strong> è diversa e per questo motivo non viene contemplata la possibilità di abusare dei contatti personali per pubblicizzare il proprio marchio o la propria persona.</p>
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