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	<title>Anna Starace - Dire, Fare... COMUNICARE &#187; facebook</title>
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		<title>#Facebook: sa fare marketing meglio delle aziende!</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2015 13:00:26 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Conversando nella chat di whatsapp con un amico o con il nostro partner, parliamo del più e del meno, prendiamo appuntamenti, ma esprimiamo anche gusti, preferenze, desideri. Quando inviamo un’ email a un’azienda, di solito si tratta di un curriculum (ah, un posto di lavoro), o di una richiesta di informazioni, o ancora di una risposta all’ufficio clienti di un determinato brand. E sapete cosa succede? Nella “home” di facebook, spesso, troviamo promozioni e pubblicità corrispondenti alle tendenze espresse in altri contesti. Questo accade perché il più famoso social network al mondo ha la capacità di analizzare le pagine che seguiamo, gli eventi a cui partecipiamo, i post che commentiamo e che ci piacciono, i nostri amici virtuali, e di presentarci consigli per gli acquisti, attività, luoghi e soggetti che potrebbero interessarci. I tempi di collegamento a facebook sono aumentati anche per questo. Ci permette non solo di chattare o di distrarci, ma di visualizzare cose che ci piacciono. Insomma, ci dà ciò che vogliamo. Come vuole il principio cardine del marketing di Kotler, quello del libro universitario, il famoso “mattone” da studiare per l’esame, il dovere di un’azienda, se vuole vendere il suo prodotto, è offrire al consumatore esattamente quello che lui desidera, nel posto e nel momento giusto. Non è il bene che si fa vendere, è il cliente stesso che si fa comprare. Perché trova un oggetto che, per caratteristiche, forma, colore, addirittura confezionamento (il packaging) corrisponde in pieno o quasi alle sue esigenze. Sempre più spesso si assiste a fenomeni di identificazione. “Io e lui siamo una sola cosa”, dice qualcuno, con il sorriso sulle labbra. Si riferisce a un profumo, un cellulare, un computer, un oggetto per la casa. Molti marchi, però, siano essi a diffusione internazionale o nazionale, si limitano a fare marketing in maniera tradizionale. Studiano le caratteristiche dei potenziali clienti, li accorpano in cosiddetti segmenti (gruppi di persone con caratteristiche simili), elaborano una strategia e lanciano il prodotto o servizio. La nuova frontiera della pianificazione 3.0 è prevedere e anticipare i gusti del cliente. In che modo? Integrando le informazioni acquisite da sondaggi d’opinione, report di negozi e centri commerciali, con i profili social degli utenti/clienti, per conoscere il maggior numero possibile di dati utili a elaborare una strategia di marketing. Ecco a cosa serve il famoso “social media manager”. Mica è, o sarebbe, pagato per pubblicare post e foto, o per commentare fatti su facebook, twitter, o instagram. Certo, fa anche quello. Ma è retribuito per studiare e incrociare dati, e per creare campagne di comunicazione sul web coerenti rispetto alle mode dei consumatori a cui si rivolge. Può rappresentare un centro di assistenza pre e post vendita, consigliando al cliente che ha già deciso di acquistare le soluzioni migliori al suo caso. Può costituire un ufficio reclami virtuale, che raccoglie e centralizza i punti critici di un determinato prodotto. Se una persona si lamenta del funzionamento di X, è un caso isolato e trascurabile. Se protestano in cento, allora c’è un problema e un’azienda deve farvi fronte. La creatura di Mark Zuckerberg ha lanciato la sfida. Vedremo chi saprà coglierla fino in fondo.</p>
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		<title>Zuckerberg pulisce la #timeline: Facebook cambia l&#8217;algoritmo</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2014 14:28:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Facebook ha deciso di modificare l&#8217;algoritmo di NewsFeed, il flusso di notizie che appare agli utenti quando entra nel social network. L&#8217;obiettivo è quello di dare meno visibilità a quei contenuti con titoli che esagerati volti a invogliare gli utenti a[...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="color: #393939 !important;">Facebook ha deciso di modificare l&#8217;algoritmo di NewsFeed, il flusso di notizie che appare agli utenti quando entra nel social network.<br />
L&#8217;obiettivo è quello di dare meno visibilità a quei contenuti con titoli che esagerati volti a invogliare gli utenti a cliccare.</h2>
<p style="color: #393939 !important;">Oggi spopola sul web la pratica del <strong>click-baiting</strong> ed è una tattica usata anche dalle <strong>testate on line</strong> per attirare più <strong>click</strong>. Si tratta di quei titoli a effetto o di quelle notizia di gossip, spesso false, create ad hoc per ricevere più click possibile.<br />
Stando ad un&#8217;indagine di Facebook l&#8217;80% degli utenti di <strong>NewFeed</strong> chiede la possibilità di capire meglio se vale la pena leggere l&#8217;articolo. Per risolvere &#8220;il problema&#8221; e quindi per premiare la qualità, il Facebook ha deciso di premiare la diffusione di alcune notizie su altre.</p>
<p style="color: #393939 !important;">Il criterio per la selezione di tale notizie sarà relativo al tempo che l&#8217;utente impiegherà a leggere la notizia e al numero di condivisioni che questo stesso contenuto avrà. Questo perché se l&#8217;utente impiegherà un tempo medio per leggere e/o vedere la notizia, allora si tratterà di un contenuto valido; tale tesi sarà avvalorata dalla conseguente condivisione della stessa.</p>
<p style="color: #393939 !important;">Tale iniziativa è di fondamentale importanza per tutte le testate informative on line, visto il lavoro che si sta definendo attraverso i <strong>social  network</strong>.</p>
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		<title>Social Network: attività promozionale e contrasto allo #SPAM</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2014 13:21:02 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1" style="text-align: justify;">Oggi, le <strong>Aziende</strong>, grandi o piccole che siano, adottano <strong>strategie di posizionamento on line</strong> che non possono non essere contemplate nei piani marketing da attuare per la propria realtà.<br />
I vantaggi dell’attività social media marketing spaziano dalla <strong>visibilità all’aumento del traffico sul proprio sito, dalla possibilità di creare engagement ad allacciare nuove relazioni professionali.<br />
</strong>La cosa fondamentale, però, è riuscire a comprendere che ogni <strong>canale social ha un suo funzionamento e un suo obiettivo</strong> di comunicazione, per questo motivo vanno adottate strategie e metodologie mirate.<span id="more-172"></span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Se <strong>Facebook</strong> è maggiormente indicato per la condivisione di aspetti privati e viene utilizzato per restare in contatto con persone e amici lontani, Linkedin è il luogo virtuale preferito a livello mondiale da professionisti per generare nuove opportunità di business.<br />
<strong>Linkedin</strong>, infatti, è una community professionale incentrata sull’area <strong>B2B</strong> dove tutti quelli che seguono un determinato professionisti o una determinata Company Page, lo fanno perché realmente interessati all’area business di riferimento.<br />
In questo specifico caso, si può considerare “<strong>SPAM</strong>” l’invio diretti ai propri contatti di aggiornamenti relativi al proprio settore business?<br />
Su questa specifica materia, l’Autorità ha emanato il documento “Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam”.<br />
Anche il <strong>Garante Privacy</strong>, nelle sue interessanti &#8220;<strong>Linee Guida in materia di attività promozionale e di contrasto allo spam</strong>&#8221; (4 luglio 2013), ha precisato che &#8220;per quanto riguarda i <strong>fan</strong> della pagina di un&#8217;impresa o i <strong>follower</strong> di un determinato marchio, personaggio, prodotto o servizio, l&#8217;invio di comunicazione promozionale riguardante un determinato marchio, prodotto o servizio, effettuato dall&#8217;impresa a cui fa riferimento la relativa pagina, può considerarsi lecita se dal contesto o dalle modalità di <strong>funzionamento</strong> del <strong>social network</strong>, anche sulla base delle informazioni fornite, può evincersi in modo inequivocabile che l&#8217;interessato abbia in tal modo voluto manifestare anche la volontà di fornire il proprio consenso alla ricezione di <strong>messaggi promozionali</strong> da parte di quella determinata impresa. Se invece l&#8217;interessato si cancella dal gruppo, oppure smette di &#8220;<strong>seguire</strong>&#8221; quel marchio o quel personaggio, o comunque si oppone ad eventuali ulteriori comunicazioni promozionali, il successivo invio di messaggi promozionali sarà illecito, con le relative conseguenze sanzionatorie&#8221;.</p>
<p class="p2" style="text-align: justify;">Del resto, nell&#8217;ambito della fattispecie analizzata, la funzione di <strong>Linkedin</strong> è inequivocabile: si tratta di un &#8220;<strong>business-oriented social networking service</strong>&#8221; e, pertanto, se un utente su LinkedIn è entrato nella rete professionale di qualcuno è per fare del business con lui o per ricevere e inviare notizie sulle reciproche attività professionali o commerciali. La funzione di tale social network è questa ed è indiscutibile.<br />
Questo principio si scontra con la natura degli altri <strong>canali social</strong>, dove la <strong>mission</strong> è diversa e per questo motivo non viene contemplata la possibilità di abusare dei contatti personali per pubblicizzare il proprio marchio o la propria persona.</p>
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		<title>Diventare Fan di una Pagina Aziendale Facebook. Quali sono i motivi?</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2014 18:05:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La principale richiesta che mi viene fatta oggi da parte delle Imprese è diffondere il marchio su Facebook e chiaramente avere sempre più “mi piace”. Tale richiesta è chiaramente volta all’esigenza di avere conferme da parte dei propri clienti e[...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1" style="text-align: justify;">La principale richiesta che mi viene fatta oggi da parte delle Imprese è diffondere il marchio su <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook </a>e chiaramente avere sempre più “mi piace”.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Tale richiesta è chiaramente volta all’esigenza di avere conferme da parte dei propri clienti e riuscire in questo modo ad arrivare a un numero sempre maggiore di potenziali nuovi clienti.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Uno studio recente di Syncapse spiega quali sono i motivi principali che spingono le persone a diventare fan di un marchio su Facebook. L’analisi porta come risultato la soddisfazione da parte del cliente. Questo vuol dire che, se il cliente ha provato un nostro prodotto/servizio ne mondo reale e ne è rimasto soddisfatto, allora avrà tutta la voglia di mettere un “mi piace” alla pagina Facebook e diventare così un nostro Fan.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Il 78% degli oltre 2.000 intervistati ha dichiarato di usare o di aver acquistato prodotti e servizi delle Aziende di cui sono Fan su Facebook.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Ci sono però delle eccezioni; un esempio può essere relativo al marchio <strong>BMW</strong> che vede in percentuale solo il 36% dei Fan come reali proprietari di un’auto del marchio.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Secondo tale studio, i 10 motivi per cui gli utenti scelgono di diventare Fan di un Brand sono:</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">1. Per <b>mostrare il sostegno</b> ad un marchio che piace (49%).<br />
2. Per accedere <b>coupon e sconti</b> (42%).<br />
3. Per ricevere <b>aggiornamenti regolari</b> delle aziende di cui sono fans (41%).<br />
4. Per partecipare a <b>concorsi</b> (35%).<br />
5. Per condividere <b>esperienze personali positive</b> (31%).<br />
6. Per condividere <b>interessi personali</b> e di un particolare stile di vita con gli altri (27%).<br />
7. Per informazioni su una particolare marca e <b>i prodotti/servizi </b>(21%).<br />
8. <b>Altri amici sono fan</b> del marchio (20%).<br />
9. La <b>pubblicità della pagina</b> ha portato a diventare un fan di essa su Facebook (18%).<br />
10. <b>Qualcuno ha consigliato loro di diventare fan</b> del brand su Facebook (15%).</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Oltre a tali motivi non vanno mai sottovalutati i contenuti che si monitorano attraverso la propria pagina Social.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Detto questo . . . chiaramente, spero di avere tante condivisioni per questo contenuto <img src="https://www.annastarace.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif" alt=":-D" class="wp-smiley" /> </p>
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