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	<title>Anna Starace - Dire, Fare... COMUNICARE &#187; marketing</title>
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		<title>#Facebook: sa fare marketing meglio delle aziende!</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2015 13:00:26 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Conversando nella chat di whatsapp con un amico o con il nostro partner, parliamo del più e del meno, prendiamo appuntamenti, ma esprimiamo anche gusti, preferenze, desideri. Quando inviamo un’ email a un’azienda, di solito si tratta di un curriculum (ah, un posto di lavoro), o di una richiesta di informazioni, o ancora di una risposta all’ufficio clienti di un determinato brand. E sapete cosa succede? Nella “home” di facebook, spesso, troviamo promozioni e pubblicità corrispondenti alle tendenze espresse in altri contesti. Questo accade perché il più famoso social network al mondo ha la capacità di analizzare le pagine che seguiamo, gli eventi a cui partecipiamo, i post che commentiamo e che ci piacciono, i nostri amici virtuali, e di presentarci consigli per gli acquisti, attività, luoghi e soggetti che potrebbero interessarci. I tempi di collegamento a facebook sono aumentati anche per questo. Ci permette non solo di chattare o di distrarci, ma di visualizzare cose che ci piacciono. Insomma, ci dà ciò che vogliamo. Come vuole il principio cardine del marketing di Kotler, quello del libro universitario, il famoso “mattone” da studiare per l’esame, il dovere di un’azienda, se vuole vendere il suo prodotto, è offrire al consumatore esattamente quello che lui desidera, nel posto e nel momento giusto. Non è il bene che si fa vendere, è il cliente stesso che si fa comprare. Perché trova un oggetto che, per caratteristiche, forma, colore, addirittura confezionamento (il packaging) corrisponde in pieno o quasi alle sue esigenze. Sempre più spesso si assiste a fenomeni di identificazione. “Io e lui siamo una sola cosa”, dice qualcuno, con il sorriso sulle labbra. Si riferisce a un profumo, un cellulare, un computer, un oggetto per la casa. Molti marchi, però, siano essi a diffusione internazionale o nazionale, si limitano a fare marketing in maniera tradizionale. Studiano le caratteristiche dei potenziali clienti, li accorpano in cosiddetti segmenti (gruppi di persone con caratteristiche simili), elaborano una strategia e lanciano il prodotto o servizio. La nuova frontiera della pianificazione 3.0 è prevedere e anticipare i gusti del cliente. In che modo? Integrando le informazioni acquisite da sondaggi d’opinione, report di negozi e centri commerciali, con i profili social degli utenti/clienti, per conoscere il maggior numero possibile di dati utili a elaborare una strategia di marketing. Ecco a cosa serve il famoso “social media manager”. Mica è, o sarebbe, pagato per pubblicare post e foto, o per commentare fatti su facebook, twitter, o instagram. Certo, fa anche quello. Ma è retribuito per studiare e incrociare dati, e per creare campagne di comunicazione sul web coerenti rispetto alle mode dei consumatori a cui si rivolge. Può rappresentare un centro di assistenza pre e post vendita, consigliando al cliente che ha già deciso di acquistare le soluzioni migliori al suo caso. Può costituire un ufficio reclami virtuale, che raccoglie e centralizza i punti critici di un determinato prodotto. Se una persona si lamenta del funzionamento di X, è un caso isolato e trascurabile. Se protestano in cento, allora c’è un problema e un’azienda deve farvi fronte. La creatura di Mark Zuckerberg ha lanciato la sfida. Vedremo chi saprà coglierla fino in fondo.</p>
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		<title>Google #Mobilegeddon: il vostro sito è veramente versione mobile?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 10:20:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Tutti gli esperti che si occupano di tecniche di visibilità sui motori di ricerca, parlano di Mobilegeddon. Si tratta del primo cambiamento dell&#8217;algoritmo di Google che valorizzerà tutti i siti che hanno una corretta versione mobile, ai danni di chi ha solo[...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti gli esperti che si occupano di <strong>tecniche di visibilità</strong> sui <strong>motori di ricerca</strong>, parlano di <span style="color: #393939;"><strong>Mobilegeddon</strong>.<br />
Si tratta del primo cambiamento dell&#8217;<strong>algoritmo di </strong>Google che <span style="text-decoration: underline;"><strong>valorizzerà tutti i siti che hanno una corretta versione mobile, ai danni di chi ha solo la versione desktop</strong></span>.<br />
</span></p>
<p>Nell’annuncio di febbraio Google dice che le modifiche avranno un «impatto significativo» sui risultati di una ricerca. «Abbiamo osservato una attività intensa già nelle ultime due settimane, una sorta di fase preparatoria del motore di ricerca  - spiega <strong>Ale Agostini</strong>, amministratore di Bruce Clay Europe ed esperto di ricerca online -. Per quanto visto sinora, possiamo dire che ci saranno impatti anche sui risultati su desktop. In pratica, il nuovo algoritmo sovrarappresenterà rispetto a oggi la bontà della versione online. I primi dati per valutare i risultati effettivi li avremo venerdì, con una ricerca che prenderà in esame centinaia di siti».</p>
<p style="color: #393939 !important;">Come fare a capire se il tuo sito è veramente responsive?<br />
Google ha messo a disposizione un toot che troverete a <a href="https://www.google.com/webmasters/tools/mobile-friendly/" target="_blank">questo indirizzo</a> che vi consentirà di capire se l&#8217;agenzia ha lavorato bene per la vostra rappresentanza on line o se è il caso di correre ai ripari.</p>
<p style="color: #393939 !important;">Purtroppo, <strong>sono tanti i siti a non essere pronti</strong>, tra tutti Governo.it, ad esempio, risulta non essere adeguato perché «il testo è troppo piccolo da leggere, i link sono troppo vicini l&#8217;uno all&#8217;altro e l’area visibile su dispositivi mobili non è impostata», dice il Google, vale lo stesso per la Banca centrale europea.</p>
<p style="color: #393939 !important;">L&#8217;elenco continua con realtà quali  Credem, il cui sito viene rimandato (ma la versione mobile esiste, all’indirizzo <a style="color: #416077;" title="" href="http://24o.it/links/?uri=https://m.credem.it/&amp;from=Oggi+%C3%A8+il+Mobilegeddon+di+Google.+In+Italia+quasi+nessuno+%C3%A8+pronto+al+nuovo+algoritmo+per+smartphone" target="_blank">https://m.credem.it)</a>, l’Agenzia delle Entrate, che non ha una versione mobile ottimizzata a dovere, lo stesso vale per Borsa Italiana. «Dalla nostra analisi risulta che circa il 65% delle aziende del Ftse Mib non sono pronte, ma anche 8 università su 10 dovranno rinnovare i loro portali per non perdere posizioni», conclude Agostini.</p>
<p style="color: #393939 !important;"><span style="color: #000000;">A questo proposito sono state effettuate, nei giorni scorsi, delle analisi sui siti internet Italiani (su un campione di 2500 siti web) ed è stato scoperto che <strong>solo il 42% è ottimizzato per i dispositivi mobile</strong>.</span></p>
<p style="color: #393939 !important;">Corri ai ripari, garantisci la corretta visualizzazione per il tuo Business</p>
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		<title>Expo2015: #Photoshop, questo sconosciuto!</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 12:17:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Expo 2015: Impossibile non notare, soprattuto per un occhio tecnico, l&#8217;assurdità dei lavori che in questo momento vengono sottoposti al mondo intero. Nulla di più importante della comunicazione, in particolar modo visiva, può portare un evento al massimo delle proprie[...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Expo 2015</strong>: Impossibile non notare, soprattuto per un occhio tecnico, l&#8217;<strong>assurdità dei lavori</strong> che in questo momento vengono sottoposti al mondo intero.</p>
<p>Nulla di più importante della comunicazione, in particolar modo visiva, può portare un evento al massimo delle proprie <strong>performance</strong>.</p>
<p>Nessun livello dell&#8217;attuale comunicazioni improntata per questo atteso evento mi sembra nota ti tanto spessore e preparazione, ma devo dire che i <strong>rendering</strong> e la visualizzazione <strong>3D</strong> della location VINCONO IL PREMIO!</p>
<p>Non voglio spendere ulteriori parole in merito, vi lascio valutare l&#8217;oggettività dei<strong> lavori presentati</strong>, che è possibile &#8220;ammirare&#8221; anche dal <strong>video</strong> che vi posto di seguito o dalla pagina ufficiale dell&#8217;Expo 2015.</p>
<p><iframe width="845" height="475" src="https://www.youtube.com/embed/VC8JM_1f3Hs?start=132&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Voglio lasciarvi con una domanda: &#8220;<strong>Possibile che in tutta Italia non esistano realtà e/o professionisti in grado di fare MEGLIO?</strong>&#8221;</p>
<p>A voi l&#8217;arduo compito della risposta . . .</p>
<h2><strong>#Expoidee </strong><span style="color: #ff0000;">VS</span><strong> #ExpoNONHOideA</strong></h2>
<p>Team <a href="http://www.flamacom.it" target="_blank">FlamaCom </a>. . . avanti tutta!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Comunicazioni da Facebook: ecco di cosa si tratta!</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 16:47:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Da questa mattina gli utenti iscritti a Facebook stanno ricevendo notifiche con la seguente dicitura “Utilizzando i nostri servizi a partire dal 1° gennaio, accetti le condizioni, la Normativa sui dati e la Normativa sui cookie aggiornate e accetti di[...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Da questa mattina gli utenti iscritti a <strong>Facebook</strong> stanno ricevendo <strong>notifiche</strong> con la seguente dicitura </span><strong>“Utilizzando i nostri servizi a partire dal 1° gennaio, accetti le condizioni, la Normativa sui dati e la Normativa sui cookie aggiornate e accetti di visualizzare inserzioni migliorate sulla base di applicazioni e siti che utilizzi. Maggiori informazioni sugli aggiornamenti e sulla modalità di gestione delle inserzioni visualizzate”</strong>.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Le novità di tale notifica sono relative alla <strong>geolocalizzazione</strong> e agli <strong>annunci pubblicitari</strong>.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">La nuova policy del Social di Zuckerberg parla di <strong>Privacy Basics</strong>, ovvero una serie di linee guida per il controllo delle informazioni sulla piattaforma. Attraverso questa guida sarà possibile sapere come rimuovere tag, bloccare persone e scegliere il target per ogni proprio contenuto pubblicato.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Altra novità riguarda la <strong>geolocalizzazione</strong>. Questo vuol dire che dal 1° Gennaio 2015 Facebook ci mostrerà a seconda della posizione in cui ci troviamo (localizzazione) annunci e post relativi alla zona geografica del momento.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Ulteriore novità sta nella <strong>corretta gestione degli annunci</strong> (da visualizzare o meno) aggiornata su tutti i browser.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Ultima novità è l’inserimento del tasto “<strong>acquista</strong>” permettendo all’utente di fare acquisti con garanzie per le transazioni senza uscire dal social network.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>Tutte queste novità andranno in vigore dal 1° Gennaio 2015</strong>.</p>
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		<title>Comunicazione e Marketing dello Stato Islamico: la #StrategiadelTerrore</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2014 11:52:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Marco Lombardi &#8211; docente di Gestione della Crisi e della Comunicazione del Rischio e direttore di ITSTIME, l’osservatorio sui temi della sicurezza e del terrorismo dell’Università Cattolica di Milano &#8211; spiega gli obiettivi e l&#8217;organigramma dello &#8220;Stato Islamico&#8221; . Virale e[...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="color: #303030; text-align: justify;">Marco Lombardi &#8211; docente di Gestione della Crisi e della Comunicazione del Rischio e direttore di ITSTIME, l’osservatorio sui temi della sicurezza e del terrorismo dell’Università Cattolica di Milano &#8211; spiega gli obiettivi e l&#8217;organigramma dello &#8220;Stato Islamico&#8221; .</h2>
<p style="color: #303030; text-align: justify;">Virale e pianificata, una sorta di <strong>Marketing del Terrore</strong>, risulta essere la strategia comunicativa dello &#8220;<strong>Stato Islamico</strong>&#8220;.</p>
<p style="color: #303030; text-align: justify;">Tutto questo ci fa capire come mai il <strong>movimento jihadista</strong> che, lo scorso 29 giugno, ha proclamato il <strong>Califfato</strong> nei territori conquistati in Siria e in Iraq,  ha deciso di diffondere tale notizia sul web un comunicato stampa.</p>
<p style="color: #303030; text-align: justify;">Altre sono state le azioni di Comunicazione adottate, tra queste:</p>
<p style="color: #303030; text-align: justify;">- <strong>Message to America</strong>: con la <strong>decapitazione di Foley</strong> avutasi due mesi dopo la decisione del presidente Obama di effettuare raid aerei in Iraq. il video ha fatto il giro dei social network e quindi del mondo.  In questo primo livello comunicativo il messaggio da veicolare è stato &#8220;<strong>la minaccia</strong>&#8220;.</p>
<p style="color: #303030; text-align: justify;">- <strong>Promozione attraverso i social network</strong>: Si preferisce tra tutti Facebook per puntare al target  dei <strong>giovani</strong>, soprattutto di seconda generazione per<strong> indurli a scendere sul campo</strong>. Da questo punto di vista, Facebook sta attuando forme di censura</p>
<p style="color: #303030; text-align: justify;">- <strong>Le brochure per attirare le famiglie</strong>: come step di sensibilizzazione rivolto alle famiglie dei combattenti. Per farlo, la macchina mediatica del Califfato ha prodotto una brochure fotografica dove non esistono né campi di battaglia né morti né feriti, ma solo campi di grano che vogliono dire lavoro, orde di bambini a scuola che vogliono dire istruzione per i figli, forni pieni di pane e allevamenti, il tutto accompagnato dallo slogan &#8220;<strong>Think Terrorist</strong>&#8220;</p>
<p style="color: #303030; text-align: justify;">Dove si formano i <strong>comunicatori del terrore</strong>? “Spesso – conclude <strong>Lombardi</strong> – sono <strong>persone che si sono formate in Occidente oppure nelle università arabe dove l’occidente ha introdotto gli strumenti mediatici che poi loro hanno deciso di applicare al terrorismo”.  </strong></p>
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		<title>Mondiali 2014: Il Marketing Italiano #Barilla</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2014 17:40:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo la partita dell&#8217;Italia ai mondiali 2014, le più grandi aziende hanno ironizzato sulla questione. L&#8217;esempio più importante è stato dato dalla Barilla, settore Italiano, che con banner virali ha invaso il web. &#8220;Ci hanno cotti in 90 minuti!&#8221;. Così[...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la partita dell&#8217;Italia ai mondiali 2014, le più grandi aziende hanno ironizzato sulla questione.<span id="more-148"></span></p>
<p>L&#8217;esempio più importante è stato dato dalla Barilla, settore Italiano, che con banner virali ha invaso il web.<br />
&#8220;Ci hanno cotti in 90 minuti!&#8221;.<br />
Così la Barilla ironizza su Twitter sull&#8217;uscita dell&#8217;Italia dai Mondiali di calcio.<br />
Tali messaggi hanno incassando innumerevoli retweet ma anche molte critiche.<br />
&#8220;Ma alla direzione della comunicazione chi avete topolino?!? Dovrebbe far ridere o pensate di aprire una fabbrica in Uruguay?!?&#8221;, scrive un utente.<br />
Io dico semplicemente: &#8220;I miei complimenti a chi non perde un attimo per dare vita a comunicazioni geniali, a qualsiasi ora del giorno e della notte&#8221;<br />
<a href="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/06/squadramondiali.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-150" src="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/06/squadramondiali-300x221.jpg" alt="squadramondiali" width="300" height="221" /></a> <a href="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/06/barilla2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-151" src="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/06/barilla2-300x221.jpg" alt="barilla2" width="300" height="221" /></a> <a href="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/06/barilla3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-152" src="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/06/barilla3-300x221.jpg" alt="barilla3" width="300" height="221" /></a></p>
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		<title>Diventare Fan di una Pagina Aziendale Facebook. Quali sono i motivi?</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2014 18:05:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La principale richiesta che mi viene fatta oggi da parte delle Imprese è diffondere il marchio su Facebook e chiaramente avere sempre più “mi piace”. Tale richiesta è chiaramente volta all’esigenza di avere conferme da parte dei propri clienti e[...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1" style="text-align: justify;">La principale richiesta che mi viene fatta oggi da parte delle Imprese è diffondere il marchio su <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook </a>e chiaramente avere sempre più “mi piace”.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Tale richiesta è chiaramente volta all’esigenza di avere conferme da parte dei propri clienti e riuscire in questo modo ad arrivare a un numero sempre maggiore di potenziali nuovi clienti.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Uno studio recente di Syncapse spiega quali sono i motivi principali che spingono le persone a diventare fan di un marchio su Facebook. L’analisi porta come risultato la soddisfazione da parte del cliente. Questo vuol dire che, se il cliente ha provato un nostro prodotto/servizio ne mondo reale e ne è rimasto soddisfatto, allora avrà tutta la voglia di mettere un “mi piace” alla pagina Facebook e diventare così un nostro Fan.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Il 78% degli oltre 2.000 intervistati ha dichiarato di usare o di aver acquistato prodotti e servizi delle Aziende di cui sono Fan su Facebook.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Ci sono però delle eccezioni; un esempio può essere relativo al marchio <strong>BMW</strong> che vede in percentuale solo il 36% dei Fan come reali proprietari di un’auto del marchio.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Secondo tale studio, i 10 motivi per cui gli utenti scelgono di diventare Fan di un Brand sono:</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">1. Per <b>mostrare il sostegno</b> ad un marchio che piace (49%).<br />
2. Per accedere <b>coupon e sconti</b> (42%).<br />
3. Per ricevere <b>aggiornamenti regolari</b> delle aziende di cui sono fans (41%).<br />
4. Per partecipare a <b>concorsi</b> (35%).<br />
5. Per condividere <b>esperienze personali positive</b> (31%).<br />
6. Per condividere <b>interessi personali</b> e di un particolare stile di vita con gli altri (27%).<br />
7. Per informazioni su una particolare marca e <b>i prodotti/servizi </b>(21%).<br />
8. <b>Altri amici sono fan</b> del marchio (20%).<br />
9. La <b>pubblicità della pagina</b> ha portato a diventare un fan di essa su Facebook (18%).<br />
10. <b>Qualcuno ha consigliato loro di diventare fan</b> del brand su Facebook (15%).</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Oltre a tali motivi non vanno mai sottovalutati i contenuti che si monitorano attraverso la propria pagina Social.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Detto questo . . . chiaramente, spero di avere tante condivisioni per questo contenuto <img src="https://www.annastarace.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif" alt=":-D" class="wp-smiley" /> </p>
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		<title>I Siti Web per le Aziende sono ancora importanti?</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2014 12:23:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[flamacom]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La <strong>domanda</strong> che la maggior parte degli <strong>Imprenditori</strong> si fanno in questo momento storico del web è: “<strong>Il Sito Web per la Mia Azienda, serve?”</strong><br />
Un recente studio, ha definito che il 45% delle Aziende negli Stati Uniti e in Gran Bretagna non ha un sito web (a questo punto non oso immaginare in Italia).<br />
Sono molti, infatti, i clienti che mi chiedono di definire un’Azione di <strong>Social Media Marketing</strong> perché il loro sito statico non porta nessun tipo di contatto e quindi non funge da esca per potenziali clienti.<br />
Da un punto di vista delle statistiche, si è dimostrato il calo di visualizzazioni che c’è stato per i Siti Web pari al 23% negli ultimi 12 mesi.<br />
Un altro studio ha dimostrato che il 28% del pubblico pensa che i contenuti del Sito Web Aziendale non siano correttamente organizzati e comunicati.<br />
Questo vuol dire che chi opera nel settore pubblicitario ha definito <strong>Come Uccidere un Sito Web</strong>.<br />
Infatti la maggior parte dei Siti Web Aziendali hanno solo <strong>pagine istituzionali</strong> (chi siamo, cosa facciamo, contatti etc) o al massimo, se si osa un <strong>PDF</strong> per la rassegna stampa.<br />
Da questo si capisce dove risiede la novità e cosa può aiutare un Sito Web a distinguersi: parlo della parte <strong>Blog</strong> e quindi della possibilità di avere una Risorsa che possa curare le comunicazioni relative al prodotto/servizio sottolineando la differenza tra la Propria Azienda e i diretti concorrenti.<br />
Solo in questo modo l’Azienda capirà come il <strong>Content Marketing</strong> e la <strong>Content Curation</strong> servano ad aumentare le visite e il reale interesse nei confronti sei prodotti/servizi erogati.<br />
E vi lascio ricordando a Tutti che dietro un <strong>Marchio</strong>, una <strong>Struttura</strong> e dei<strong> Prodotti</strong> ci sono delle Persone, e non potete neanche immaginare quanto sia importante lasciar trasparire la vostra <strong>UMANITA&#8217;</strong> dal <strong>Brand</strong> che vi rappresenta.</p>
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		<title>Social Media Marketing: da oggi c&#8217;è anche What&#8217;s up</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2014 09:39:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[flamacom]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[applicazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Oggi, come sappiamo ogni sito web (dai dinamici a quelli statici) è dotato di tastini social per la condivisione dei contenuti monitorati. BuzzFeed, nato come laboratorio virale nel 2006, ha lavorato attraverso innovazioni tecniche e stilistiche che allontanavano dalla pura[...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, come sappiamo ogni sito web (dai dinamici a quelli statici) è dotato di tastini social per la condivisione dei contenuti monitorati.</p>
<p>BuzzFeed, nato come laboratorio virale nel 2006, ha lavorato attraverso innovazioni tecniche e stilistiche che allontanavano dalla pura informazione perché prediligeva quello che il pubblico voleva leggere.</p>
<p>Si finisce così nel concetto di “Giornalismo Spazzatura” per la qualità spesso ai limiti della decenza. Tutto questo ha pagato e negli ultimi anni BuzzFeed triplica ogni anno i propri introiti pubblicitari sfornando una media di <b>400 articoli al giorno</b>. Un mostro che l’ha fatto diventare uno dei media USA più potenti.</p>
<p>Questo laboratorio di comunicazione ha stupito i fruitori, quando, qualche settimana fa, ha inserito il pulsante di “condivisione su <b>WhatsApp”</b> a far compagnia ai tradizionali Facebook e Twitter. Attraverso il pulsante Share-to-WhatsApp è possibile inviare l’articolo che si sta leggendo ad utenti e gruppi in modo da segnalare la notizia a chi è in contatto con noi, è uno share privato che arriva direttamente con uno squillo e che difficilmente non può essere considerato dal ricevente. A volte si ottiene un effetto virale del messaggio che, se particolarmente divertente, viene condiviso dal ricevente generando un effetto a cascata.</p>
<p>WhatsApp, dominando il mercato della messaggeria privata, ha dimostrato che il futuro della condivisione sul web passerà necessariamente per questa app e che appena sarà disponibile un pulsante di condivisione ufficiale sarà impensabile non inserirlo sul proprio blog.<br />
Questo è fondamentale per far capire quanto la comunicazione si stia spostando su una sfera privata e quindi sul “mezzo di comunicazione” che nessuno ignora MAI, il proprio TELEFONO!</p>
<p>&nbsp;</p>
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