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	<title>Anna Starace - Dire, Fare... COMUNICARE &#187; Marketing</title>
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		<title>Commentare nei Gruppi Facebook? Da oggi puoi farlo anche come pagina!</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2019 16:57:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Come posso iscrivermi, postare e commentare nei gruppi facebook come pagina? La domanda più frequente durante i corsi è proprio questa. Fino a qualche mese fa, avrei risposto &#8211; &#8220;Crea un gruppo a nome della Pagina&#8221; e usalo per tutti[...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come posso iscrivermi, postare e commentare nei gruppi facebook come pagina?</strong><br />
La domanda più frequente durante i corsi è proprio questa.<br />
Fino a qualche mese fa, avrei risposto &#8211; &#8220;Crea un gruppo a nome della Pagina&#8221; e usalo per tutti i tuoi scopi commerciali e/o informativi.<br />
<strong>Oggi, non è più così.</strong><br />
Sembra proprio che ci si sia accorti di quanto fosse importante rendere le pagine attive anche dal punto di vista diretto, senza dover sottostare alle regole di interazione Account/Gruppo.<br />
<strong>Come fare?</strong><br />
E&#8217; semplicissimo, bisogna chiaramente ancorare un account (gestore delle pagine) al gruppo di interesse. Una volta entrati a far parte del gruppo, in alto a sinistra potrete notare una scritta:<br />
&#8220;<strong>STAI INTERAGENDO A NOME TUO</strong>&#8220;.<br />
Cliccando su quel preciso tasto, si avrà la possibilità di selezionare una o più pagine sotto la nostra amministrazione.<br />
Da questo momento in poi dobbiamo sottostare alle regole del gruppo, ovvero attendere che anche la pagina venga accettata all&#8217;interno del gruppo.<br />
Una volta ricevuta l&#8217;accettazione, dobbiamo solo fare attenzione all&#8217;account da selezionare per interagire all&#8217;interno del gruppo scelto.</p>
<p>Va detto che, l&#8217;opzione relativa alla possibilità di iscrizione ai gruppi anche da parte delle pagine, è stata attivata automaticamente da facebook nei pannelli di amministrazione dei gruppi, quindi a meno che gli amministratori non abbiamo provveduto a disattivare tale opzione, c&#8217;è la possibilità di iscriversi a tutti i gruppi sin da ora.</p>
<p><strong>Non vi resta che provare&#8230;altrimenti, NOI SIAMO QUI PER QUESTO!</strong></p>
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		<title>Google Maps: in arrivo la chat istantanea con le aziende</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2019 10:59:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Su Google Maps, arriverà la funzione destinata ai messaggi di chat, in cui sarà possibile contattare le aziende dopo averle cercate sull&#8217;applicazione Mappe di Google. Da quanto si sta sentendo, sembra che, bven presto agli utenti sarà data la possibilità[...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Su Google Maps, arriverà la funzione destinata ai messaggi di chat, in cui sarà possibile contattare le aziende dopo averle cercate sull&#8217;applicazione Mappe di Google.</p>
<p>Da quanto si sta sentendo, sembra che, bven presto agli utenti sarà data la possibilità di inviare e ricevere messaggi in tempo reale, come una vera chat di un social network, tramite l’applicazione di Google Maps dal proprio telefono. L&#8217;obiettivo è quello di poter contattare in tempo reale le aziende che sis tanno raggiungendo o di cui abbiamo interesse.</p>
<p>L&#8217;implementazione di questa funzione nei prossimi aggiornamenti non è un dato ufficiale,potrebbe, quindi, trattarsi di una prova.</p>
<p>Nessuna paura, non consentirà di contattare gli amici, e non si corre il rischio, perciò, di essere bombardati da messaggi appena si apre l’applicazione.</p>
<p>Naturalmente, le aziende dovranno abilitare la funzione per poter essere contattate in questo modo e, come con qualsiasi test, solo pochi utenti selezionati potranno utilizzare la messaggistica istantanea prima che la funzione sia trasferita tramite aggiornamento su tutti gli smartphone e smartwatch. Non si sa ancora quando tutti gli utenti saranno in grado di utilizzare la nuova funzione, ma prestate attenzione agli aggiornamenti.</p>
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		<title>#Facebook: sa fare marketing meglio delle aziende!</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2015 13:00:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Conversando nella chat di whatsapp con un amico o con il nostro partner, parliamo del più e del meno, prendiamo appuntamenti, ma esprimiamo anche gusti, preferenze, desideri. Quando inviamo un’ email a un’azienda, di solito si tratta di un curriculum[...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Conversando nella chat di whatsapp con un amico o con il nostro partner, parliamo del più e del meno, prendiamo appuntamenti, ma esprimiamo anche gusti, preferenze, desideri. Quando inviamo un’ email a un’azienda, di solito si tratta di un curriculum (ah, un posto di lavoro), o di una richiesta di informazioni, o ancora di una risposta all’ufficio clienti di un determinato brand. E sapete cosa succede? Nella “home” di facebook, spesso, troviamo promozioni e pubblicità corrispondenti alle tendenze espresse in altri contesti. Questo accade perché il più famoso social network al mondo ha la capacità di analizzare le pagine che seguiamo, gli eventi a cui partecipiamo, i post che commentiamo e che ci piacciono, i nostri amici virtuali, e di presentarci consigli per gli acquisti, attività, luoghi e soggetti che potrebbero interessarci. I tempi di collegamento a facebook sono aumentati anche per questo. Ci permette non solo di chattare o di distrarci, ma di visualizzare cose che ci piacciono. Insomma, ci dà ciò che vogliamo. Come vuole il principio cardine del marketing di Kotler, quello del libro universitario, il famoso “mattone” da studiare per l’esame, il dovere di un’azienda, se vuole vendere il suo prodotto, è offrire al consumatore esattamente quello che lui desidera, nel posto e nel momento giusto. Non è il bene che si fa vendere, è il cliente stesso che si fa comprare. Perché trova un oggetto che, per caratteristiche, forma, colore, addirittura confezionamento (il packaging) corrisponde in pieno o quasi alle sue esigenze. Sempre più spesso si assiste a fenomeni di identificazione. “Io e lui siamo una sola cosa”, dice qualcuno, con il sorriso sulle labbra. Si riferisce a un profumo, un cellulare, un computer, un oggetto per la casa. Molti marchi, però, siano essi a diffusione internazionale o nazionale, si limitano a fare marketing in maniera tradizionale. Studiano le caratteristiche dei potenziali clienti, li accorpano in cosiddetti segmenti (gruppi di persone con caratteristiche simili), elaborano una strategia e lanciano il prodotto o servizio. La nuova frontiera della pianificazione 3.0 è prevedere e anticipare i gusti del cliente. In che modo? Integrando le informazioni acquisite da sondaggi d’opinione, report di negozi e centri commerciali, con i profili social degli utenti/clienti, per conoscere il maggior numero possibile di dati utili a elaborare una strategia di marketing. Ecco a cosa serve il famoso “social media manager”. Mica è, o sarebbe, pagato per pubblicare post e foto, o per commentare fatti su facebook, twitter, o instagram. Certo, fa anche quello. Ma è retribuito per studiare e incrociare dati, e per creare campagne di comunicazione sul web coerenti rispetto alle mode dei consumatori a cui si rivolge. Può rappresentare un centro di assistenza pre e post vendita, consigliando al cliente che ha già deciso di acquistare le soluzioni migliori al suo caso. Può costituire un ufficio reclami virtuale, che raccoglie e centralizza i punti critici di un determinato prodotto. Se una persona si lamenta del funzionamento di X, è un caso isolato e trascurabile. Se protestano in cento, allora c’è un problema e un’azienda deve farvi fronte. La creatura di Mark Zuckerberg ha lanciato la sfida. Vedremo chi saprà coglierla fino in fondo.</p>
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		<title>Google #Mobilegeddon: il vostro sito è veramente versione mobile?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 10:20:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Tutti gli esperti che si occupano di tecniche di visibilità sui motori di ricerca, parlano di Mobilegeddon. Si tratta del primo cambiamento dell&#8217;algoritmo di Google che valorizzerà tutti i siti che hanno una corretta versione mobile, ai danni di chi ha solo[...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti gli esperti che si occupano di <strong>tecniche di visibilità</strong> sui <strong>motori di ricerca</strong>, parlano di <span style="color: #393939;"><strong>Mobilegeddon</strong>.<br />
Si tratta del primo cambiamento dell&#8217;<strong>algoritmo di </strong>Google che <span style="text-decoration: underline;"><strong>valorizzerà tutti i siti che hanno una corretta versione mobile, ai danni di chi ha solo la versione desktop</strong></span>.<br />
</span></p>
<p>Nell’annuncio di febbraio Google dice che le modifiche avranno un «impatto significativo» sui risultati di una ricerca. «Abbiamo osservato una attività intensa già nelle ultime due settimane, una sorta di fase preparatoria del motore di ricerca  - spiega <strong>Ale Agostini</strong>, amministratore di Bruce Clay Europe ed esperto di ricerca online -. Per quanto visto sinora, possiamo dire che ci saranno impatti anche sui risultati su desktop. In pratica, il nuovo algoritmo sovrarappresenterà rispetto a oggi la bontà della versione online. I primi dati per valutare i risultati effettivi li avremo venerdì, con una ricerca che prenderà in esame centinaia di siti».</p>
<p style="color: #393939 !important;">Come fare a capire se il tuo sito è veramente responsive?<br />
Google ha messo a disposizione un toot che troverete a <a href="https://www.google.com/webmasters/tools/mobile-friendly/" target="_blank">questo indirizzo</a> che vi consentirà di capire se l&#8217;agenzia ha lavorato bene per la vostra rappresentanza on line o se è il caso di correre ai ripari.</p>
<p style="color: #393939 !important;">Purtroppo, <strong>sono tanti i siti a non essere pronti</strong>, tra tutti Governo.it, ad esempio, risulta non essere adeguato perché «il testo è troppo piccolo da leggere, i link sono troppo vicini l&#8217;uno all&#8217;altro e l’area visibile su dispositivi mobili non è impostata», dice il Google, vale lo stesso per la Banca centrale europea.</p>
<p style="color: #393939 !important;">L&#8217;elenco continua con realtà quali  Credem, il cui sito viene rimandato (ma la versione mobile esiste, all’indirizzo <a style="color: #416077;" title="" href="http://24o.it/links/?uri=https://m.credem.it/&amp;from=Oggi+%C3%A8+il+Mobilegeddon+di+Google.+In+Italia+quasi+nessuno+%C3%A8+pronto+al+nuovo+algoritmo+per+smartphone" target="_blank">https://m.credem.it)</a>, l’Agenzia delle Entrate, che non ha una versione mobile ottimizzata a dovere, lo stesso vale per Borsa Italiana. «Dalla nostra analisi risulta che circa il 65% delle aziende del Ftse Mib non sono pronte, ma anche 8 università su 10 dovranno rinnovare i loro portali per non perdere posizioni», conclude Agostini.</p>
<p style="color: #393939 !important;"><span style="color: #000000;">A questo proposito sono state effettuate, nei giorni scorsi, delle analisi sui siti internet Italiani (su un campione di 2500 siti web) ed è stato scoperto che <strong>solo il 42% è ottimizzato per i dispositivi mobile</strong>.</span></p>
<p style="color: #393939 !important;">Corri ai ripari, garantisci la corretta visualizzazione per il tuo Business</p>
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		</item>
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		<title>Expo2015: #Photoshop, questo sconosciuto!</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 12:17:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Expo 2015: Impossibile non notare, soprattuto per un occhio tecnico, l&#8217;assurdità dei lavori che in questo momento vengono sottoposti al mondo intero. Nulla di più importante della comunicazione, in particolar modo visiva, può portare un evento al massimo delle proprie[...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Expo 2015</strong>: Impossibile non notare, soprattuto per un occhio tecnico, l&#8217;<strong>assurdità dei lavori</strong> che in questo momento vengono sottoposti al mondo intero.</p>
<p>Nulla di più importante della comunicazione, in particolar modo visiva, può portare un evento al massimo delle proprie <strong>performance</strong>.</p>
<p>Nessun livello dell&#8217;attuale comunicazioni improntata per questo atteso evento mi sembra nota ti tanto spessore e preparazione, ma devo dire che i <strong>rendering</strong> e la visualizzazione <strong>3D</strong> della location VINCONO IL PREMIO!</p>
<p>Non voglio spendere ulteriori parole in merito, vi lascio valutare l&#8217;oggettività dei<strong> lavori presentati</strong>, che è possibile &#8220;ammirare&#8221; anche dal <strong>video</strong> che vi posto di seguito o dalla pagina ufficiale dell&#8217;Expo 2015.</p>
<p><iframe width="845" height="475" src="https://www.youtube.com/embed/VC8JM_1f3Hs?start=132&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Voglio lasciarvi con una domanda: &#8220;<strong>Possibile che in tutta Italia non esistano realtà e/o professionisti in grado di fare MEGLIO?</strong>&#8221;</p>
<p>A voi l&#8217;arduo compito della risposta . . .</p>
<h2><strong>#Expoidee </strong><span style="color: #ff0000;">VS</span><strong> #ExpoNONHOideA</strong></h2>
<p>Team <a href="http://www.flamacom.it" target="_blank">FlamaCom </a>. . . avanti tutta!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come creare le immagini corrette per un annuncio a pagamento su #Facebook.</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2014 12:21:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Pubblicizzare i propri prodotti/servizi grazie ad un annuncio/banner su Facebook oggi è all&#8217;ordine del giorno. Il social network, consente sulla base di semplici regole e dimensioni, la pubblicazione di contenuti pubblicitari. La cosa difficile avviene nel momento in cui si ha[...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicizzare i propri prodotti/servizi grazie ad un annuncio/banner su <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a> oggi è all&#8217;ordine del giorno.</p>
<p>Il social network, consente sulla base di semplici regole e dimensioni, la pubblicazione di contenuti pubblicitari. La cosa difficile avviene nel momento in cui si ha bisogno di definire grafiche appropriate alla pubblicità a pagamento.</p>
<p>In questo caso, il social network definisce veri e propri limiti per l&#8217;utente, tutti concentrati sul messaggio e sulle immagini da utilizzare. Ecco che subentra la tecnica anche per quanto concerne questo servizio. Allora non lasciamoci prendere dallo sconforto e proviamo a capire cosa ci chiede.</p>
<p>La prima domanda da porsi è:</p>
<h2 class="_2s4h" style="color: #141823;">1) Quanto testo posso includere nell&#8217;immagine della mia inserzione?</h2>
<p>Prendiamo in esempio un banner per la pubblicizzazione del Servizio di <a href="http://http://www.ascommultiservice.it/askfat-fatturazione-elettronica/" target="_blank">Fatturazione Elettronica</a> erogato dal <a href="http://www.ascommultiservice.it" target="_blank">Franchising Ascom Multiservice Group s.r.l.</a></p>
<p>Facebook ci informa che l<span style="color: #141823;">e immagini delle nostre inserzioni, potranno contenere un testo che rispetti le nostre </span><a style="color: #3b5998;" href="https://www.facebook.com/ad_guidelines.php">Linee guida sulle pubblicità</a><span style="color: #141823;"> e che non occupi oltre il 20% dello spazio in modo che le persone vedano solo contenuti di alta qualità. Vale anche per i logo e gli slogan presenti nelle immagini.</span></p>
<p>Questo concetto risulta non semplice da capire in quanto per noi, un tipico banner pubblicitari potrebbe essere più o meno come questo che riporto in esempio.</p>
<p><a href="http://www.ascommultiservice.it/askfat-fatturazione-elettronica/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-261 aligncenter" src="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/10/Schermata-2014-10-30-alle-18.03.52-298x300.png" alt="Schermata 2014-10-30 alle 18.03.52" width="298" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Apparentemente un &#8220;Banner&#8221; simile può sembrare perfetto, sia per dimensione che per messaggio, ma non è così. Lo scopriamo nel momento in cui Facebook ci chiede di provare il Test &#8220;<a style="color: #3b5998;" href="https://facebook.com/ads/tools/text_overlay">strumento griglia</a>&#8220;.</p>
<p>Cliccando appunto su questo link</p>
<ol class="_341 _3p6" style="color: #141823;">
<li>Vai allo <a href="%20https://www.facebook.com/ads/tools/text_overlay " target="_blank">strumento griglia</a>. si avrà la possibilità di caricare il prototipo di banner considerato e valutarlo sulla base della regola del 20% contenutistico.</li>
</ol>
<p>La griglia è interattiva e potremo, quindi, cliccare sulle celle che contengono testo. Se il testo è contenuto in 6 o più celle, è molto probabile che l&#8217;immagine occupi più del 20% del testo e non possa essere usata in un&#8217;inserzione nella sezione Notizie o nella colonna destra.</p>
<p>Così scopriremo che, il banner che per noi era corretto, non lo è per niente. Il risultato sarà questo:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-262" src="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/10/Schermata-2014-10-30-alle-18.31.21-297x300.png" alt="Schermata 2014-10-30 alle 18.31.21" width="297" height="300" /></p>
<p style="text-align: left;">In questo modo ci accorgiamo che, effettivamente, quella che per noi era un&#8217;immagine corretta, in realtà è piena di contenuti scritti e quindi &#8220;non di qualità&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;">Cosa bisogna fare allora? Dobbiamo partire da piccole regole di base che ci consentiranno di creare contenuti di qualità.</p>
<p style="text-align: left;">1) Scelta di 1 immagine chiara</p>
<p style="text-align: left;">2) un messaggio breve</p>
<p style="text-align: left;">3) Racchiudere il messaggio in modo semplice.</p>
<p style="text-align: left;">Il Nostro banner aziendale, quindi, da quello postato sopra, cambia e diventa il seguente:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ascommultiservice.it/askfat-fatturazione-elettronica/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-264 aligncenter" src="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/10/5-01-300x300.png" alt="5-01" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Come potete ben vedere abbiamo lavorato a partire dall&#8217;immagine fino alla composizione di un messaggio univoco e d&#8217;impatto. In questo caso, il banner risulta cambiato totalmente.</p>
<p>Proviamo ora, cosa ci dice l&#8217;analisi della griglia.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ascommultiservice.it/askfat-fatturazione-elettronica/" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-265" src="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/10/Schermata-2014-10-31-alle-13.16.08-300x298.png" alt="Schermata 2014-10-31 alle 13.16.08" width="300" height="298" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Questa volta, come potete ben vedere, il testo risulta essere presente perfettamente al 20% totale.</p>
<p style="text-align: left;">Questo si intende per <em><strong>Realizzazione di un Banner Corretto ed Efficace</strong></em>.</p>
<p style="text-align: left;">Finalemente un po di tecnica . . . non guasta.</p>
<p style="text-align: left;">Se avete bisogno di aiuto o di nuove idee non esitate a commentare o scrivermi in privato.</p>
<p style="text-align: left;">Sarò lieta di farlo per la vostra Realtà Aziendale :-D</p>
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		<title>Comunicazione e Marketing dello Stato Islamico: la #StrategiadelTerrore</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2014 11:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[flamacom]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Marco Lombardi &#8211; docente di Gestione della Crisi e della Comunicazione del Rischio e direttore di ITSTIME, l’osservatorio sui temi della sicurezza e del terrorismo dell’Università Cattolica di Milano &#8211; spiega gli obiettivi e l&#8217;organigramma dello &#8220;Stato Islamico&#8221; . Virale e[...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="color: #303030; text-align: justify;">Marco Lombardi &#8211; docente di Gestione della Crisi e della Comunicazione del Rischio e direttore di ITSTIME, l’osservatorio sui temi della sicurezza e del terrorismo dell’Università Cattolica di Milano &#8211; spiega gli obiettivi e l&#8217;organigramma dello &#8220;Stato Islamico&#8221; .</h2>
<p style="color: #303030; text-align: justify;">Virale e pianificata, una sorta di <strong>Marketing del Terrore</strong>, risulta essere la strategia comunicativa dello &#8220;<strong>Stato Islamico</strong>&#8220;.</p>
<p style="color: #303030; text-align: justify;">Tutto questo ci fa capire come mai il <strong>movimento jihadista</strong> che, lo scorso 29 giugno, ha proclamato il <strong>Califfato</strong> nei territori conquistati in Siria e in Iraq,  ha deciso di diffondere tale notizia sul web un comunicato stampa.</p>
<p style="color: #303030; text-align: justify;">Altre sono state le azioni di Comunicazione adottate, tra queste:</p>
<p style="color: #303030; text-align: justify;">- <strong>Message to America</strong>: con la <strong>decapitazione di Foley</strong> avutasi due mesi dopo la decisione del presidente Obama di effettuare raid aerei in Iraq. il video ha fatto il giro dei social network e quindi del mondo.  In questo primo livello comunicativo il messaggio da veicolare è stato &#8220;<strong>la minaccia</strong>&#8220;.</p>
<p style="color: #303030; text-align: justify;">- <strong>Promozione attraverso i social network</strong>: Si preferisce tra tutti Facebook per puntare al target  dei <strong>giovani</strong>, soprattutto di seconda generazione per<strong> indurli a scendere sul campo</strong>. Da questo punto di vista, Facebook sta attuando forme di censura</p>
<p style="color: #303030; text-align: justify;">- <strong>Le brochure per attirare le famiglie</strong>: come step di sensibilizzazione rivolto alle famiglie dei combattenti. Per farlo, la macchina mediatica del Califfato ha prodotto una brochure fotografica dove non esistono né campi di battaglia né morti né feriti, ma solo campi di grano che vogliono dire lavoro, orde di bambini a scuola che vogliono dire istruzione per i figli, forni pieni di pane e allevamenti, il tutto accompagnato dallo slogan &#8220;<strong>Think Terrorist</strong>&#8220;</p>
<p style="color: #303030; text-align: justify;">Dove si formano i <strong>comunicatori del terrore</strong>? “Spesso – conclude <strong>Lombardi</strong> – sono <strong>persone che si sono formate in Occidente oppure nelle università arabe dove l’occidente ha introdotto gli strumenti mediatici che poi loro hanno deciso di applicare al terrorismo”.  </strong></p>
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		<title>Il Marketing che Tradisce</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2014 18:29:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[flamacom]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nonostante l’esperienza sul proprio settore, se si è completamente estranei ai meccanismi della reputazione on line, ci si può trovare in situazioni difficili da gestire. Accade in Virginia, dove un ristoratore ha denunciato Google per aver lasciato che la concorrenza[...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 class="p1" style="text-align: justify;">Nonostante l’esperienza sul proprio settore, se si è completamente estranei ai meccanismi della reputazione on line, ci si può trovare in situazioni difficili da gestire.</h2>
<p><img class="aligncenter wp-image-182" src="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/07/serbiancrown-300x146.jpg" alt="serbiancrown" width="300" height="146" /></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Accade in <strong>Virginia</strong>, dove un ristoratore ha denunciato <strong>Google</strong> per aver lasciato che la concorrenza lo sabotasse attraverso i mezzi on line.<br />
Già nel 2012, <strong>Rene Bertagna</strong>, gestore di Serbian Crown, ha iniziato a percepire un calo dell’affluenza durante il weekend.<br />
Grazie al confronto con alcuni suoi clienti fidati è venuto a conoscenza dell’esistenza di <strong>Google Places</strong>, il servizio integrato Google Maps che consente di individuare attraverso le mapo i locali pubblici.<br />
Solo in questo modo ha scoperto che la pagina della Su<strong>a Attività</strong> informava i cittadini della rete che il suo locale osservava giorni di chiusura proprio durante il weekend.<br />
Dopo l’accaduto, non sono bastati i suoi tentativi di coinvolgere persone del settore, per questo motivo nell’aprile del 2012, Bertagna si è visto costretto a<strong> chiudere</strong> il suo Locale.<br />
Per questo motivo, Bertagna, ora, <strong>denuncia</strong> il sabotaggio ad opera di una concorrenza sleale che ha saputo ben approfittare dei mancati controlli di <strong>Google</strong> sulle informazioni che si mettono a disposizione degli utenti attraverso i loro mezzi.<br />
<span class="s1">Per <strong>Mountain View</strong>, il caso Bertagna è “<strong>senza fondamento</strong>” e lo definisce un caso già chiuso: “</span><strong>Google Places</strong> è un servizio che, oltre a dati attinti da imparziali database, si basa sui contributi di chiunque detenga un <strong>account Google+</strong>, tanto gli avventori quanto i proprietari degli esercizi commerciali, ed è proprio il confronto diretto fra di loro che dovrebbe fare emergere informazioni utili per gli utenti. Secondo <strong>Mountain View</strong> spetta dunque ai gestori delle attività vigilare sulla propria <strong>reputazione in Rete</strong>, e agire per smentire i contributi che <span class="s2">tanto facilmente</span> possono essere postati con obiettivi disonesti.<br />
<strong>Per questo motivo, ai proprietari dei locali pubblici <span class="s2">non resta che mettersi in gioco</span> e adeguarsi alle impietose dinamiche del marketing in Rete.</strong></p>
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		<title>Mondiali 2014: Il Marketing Italiano #Barilla</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2014 17:40:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo la partita dell&#8217;Italia ai mondiali 2014, le più grandi aziende hanno ironizzato sulla questione. L&#8217;esempio più importante è stato dato dalla Barilla, settore Italiano, che con banner virali ha invaso il web. &#8220;Ci hanno cotti in 90 minuti!&#8221;. Così[...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la partita dell&#8217;Italia ai mondiali 2014, le più grandi aziende hanno ironizzato sulla questione.<span id="more-148"></span></p>
<p>L&#8217;esempio più importante è stato dato dalla Barilla, settore Italiano, che con banner virali ha invaso il web.<br />
&#8220;Ci hanno cotti in 90 minuti!&#8221;.<br />
Così la Barilla ironizza su Twitter sull&#8217;uscita dell&#8217;Italia dai Mondiali di calcio.<br />
Tali messaggi hanno incassando innumerevoli retweet ma anche molte critiche.<br />
&#8220;Ma alla direzione della comunicazione chi avete topolino?!? Dovrebbe far ridere o pensate di aprire una fabbrica in Uruguay?!?&#8221;, scrive un utente.<br />
Io dico semplicemente: &#8220;I miei complimenti a chi non perde un attimo per dare vita a comunicazioni geniali, a qualsiasi ora del giorno e della notte&#8221;<br />
<a href="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/06/squadramondiali.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-150" src="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/06/squadramondiali-300x221.jpg" alt="squadramondiali" width="300" height="221" /></a> <a href="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/06/barilla2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-151" src="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/06/barilla2-300x221.jpg" alt="barilla2" width="300" height="221" /></a> <a href="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/06/barilla3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-152" src="http://www.annastarace.it/wp-content/uploads/2014/06/barilla3-300x221.jpg" alt="barilla3" width="300" height="221" /></a></p>
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		<title>ALLOCARE O DELOCALIZZARE, QUESTO E’ IL DILEMMA? SPOT SVIZZERO CONTRO LA DELOCALIZZAZIONE IN ITALIA</title>
		<link>https://www.annastarace.it/allocare-delocalizzare-dilemma-spot-svizzero-contro-delocalizzazione-in-italia/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2014 12:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[flamacom]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il problema che da anni detta le leggi dell’economia dei paesi e le problematiche più importanti delle imprese, diventa un qualcosa di sociale e quindi una sensibile nota dolente pubblicitaria. Una campagna ideata in Svizzera è rappresentata da uno Spot[...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Il problema che da anni detta le leggi dell’<strong>economia</strong> dei paesi e le problematiche più importanti delle<strong> imprese</strong>, diventa un qualcosa di sociale e quindi una sensibile nota dolente pubblicitaria.</p>
<p class="p1"><strong>Una campagna ideata in Svizzera è rappresentata da uno Spot contro le delocalizzazioni in Italia.</strong></p>
<p class="p1">Dietro tale Campagna ci sono realtà come L’<strong>Associazione Interprofessionale di Controllo</strong>, la <strong>Società Svizzera Impresari Costruttori Sezione Ticino</strong>, l’<strong>Unione Associazioni dell’Edilizia</strong> e la <strong>Camera del Commercio dell’Industrie e dell’Artigianato e dei Servizi del Cantone Ticino</strong>.<br />
Tali Associazioni che operano sul territorio hanno deciso di unirsi in questa campagna per <strong>tutelare le imprese</strong> e i <strong>lavoratori</strong> del loro Territorio.<br />
Il messaggio lanciato dallo spot è quelli di “<strong>non annaffiare il giardino del vicino</strong>”.<br />
Questa iniziativa è stata presentata da diverse associazioni svizzere, che hanno nel mirino i cosiddetti “<strong>Padroncini Italiani”</strong>.</p>
<p class="p1">Lo spot è stato realizzato anche in Italiano e dura 30 secondi.  Il messaggio chiaro è quello di un vicino italiano e l’uomo svizzero, anziché innaffiare il suo giardino, rinvigorisce quello del suo vicino (italiano). Tutto questo accade sotto lo sguardo perplesso di una donna, compagna dell&#8217;uomo.</p>
<p class="p1">La forte morale asserisce “Ogni goccia che cade lontano, rende il proprio prato meno verde e quello del vicino tanto più verde da essere pericoloso. Per questo motivo, ad un certo punto dello spot l’uomo viene colpito da una pallonata che lo stende. Così lo spot termina con la Frase “ Nutriamo il nostro territorio, lavoriamo con imprese locali”</p>
<p class="p2">Lo Spot andrà in onda fino a settembre su <strong>Teleticino</strong> e <strong>Rsi</strong> (equivalente della RAI in Italia).</p>
<p class="p1" style="text-align: center;"><strong>Concludo dicendo . . . non c’è niente da fare . . . l’erba del vicino è sempre più verde . . . ad avercela . . . .</strong></p>
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